DIRSI CHE E' NORMALE
E' un pezzo molto intimo, a cui sono molto legato. E' stato scritto a New York, nato di getto in un momento qualunque in cui ho imbracciato la chitarra. Parla della quotidianità dell'amore, che è fatta anche di silenzi, di sguardi, di parole mancate o pretese, di piccole incertezze. Ascoltare e farsi sentire sono i capisaldi del dialogo dei sentimenti, che spesso non trova le parole. E tutto sommato, nella metamorfosi costante degli stati d'animo, ciò è normale. Ed è rassicurante saperlo.
Mi piace quando vuoi parlare a mezza voce senza far rumore
Senza nemmeno accendere la luce
Perché c’è qualcun altro che non vuoi svegliare
E poi mi piace che ti fai sentire ogni volta
È banale ma ti sto ad ascoltare
Perché è bello dirsi che è normale
Vergognarsi appena dopo aver fatto l’amore
Dirsi che è normale
Non ti domandare non c’è niente da sapere
È che a volte il silenzio ha il suo valore
Perché tu sai che quando non so cosa dire
Preferisco stare ad ascoltare
Tanto è inutile spiegare
Che ogni mio equilibrio è momentaneo
E la mia anima è veloce
In un istante cambia forma la mia mente
Cambia forma la mia mente
Mi piacerebbe indovinare
La fonte autentica del tuo piacere
Quando mi fissi senza mai fiatare
Perché è da tanto tempo che mi vuoi avere
E poi mi piace che mi stai a sentire
Per quanto è banale tu mi fai parlare
E la tua voce chiama tante cose
Che non so davvero dove cominciare
Dove cominciare
Dirsi che è normale non c‘è niente da capire
E che a volte il silenzio può bastare
Perché tu sai che quando non so cosa dire
Preferisco stare ad ascoltare
Tanto è inutile spiegare
Che ogni mio equilibrio è momentaneo
E la mia anima è veloce
In un istante cambia forma la mia mente
Cambia forma la mia mente